Civic Design.

Progettare le condizioni perché una comunità pensi, decida e agisca insieme.

Una pratica professionale, etica e politica per attivare intelligenza collettiva situata in territori, comunità e istituzioni. Di Domenico Di Siena.

Domenico Di Siena

Domenico Di Siena

Civic designer, architetto e urbanista. Da più di vent’anni accompagno istituzioni, città e consorzi europei nel progettare le infrastrutture in cui l’incontro diventa innovazione pubblica e sociale.

20+
anni di pratica
20+
paesi
1.000+
persone formate dal 2015, tra Europa e America Latina
  • Democratic Society. Community & Membership Lead, nel gruppo che definisce la strategia dell’organizzazione.
  • Progetti europei. NetZeroCities, 360 Democracy, Nets4Dem e NEB Junction, tra gli altri.
  • CivicWise. Cofondatore della rete internazionale di innovazione civica.
  • Dreamhamar. Il civic design di una piazza a Hamar, in Norvegia: il caso di studio del libro.
«Quando pensi di sapere più o meno qualcosa su un tema, arriva Di Siena e ti mostra cosa succede se lo rovesci.»
Irene · Valencia
«La tua capacità di «provocare» e di far uscire un po’ la gente dal seminato. Di fare a volte domande scomode su un tema.»
Pascual P. · Mediatore urbano, Madrid

Dal questionario del 2019 alla comunità del corso, tradotto dallo spagnolo. domenicodisiena.com ↗

Cos’è il design civico

Il civic designer non progetta la soluzione. Progetta le condizioni perché una comunità possa scoprirla, formularla, prototiparla e sostenerla.

Progetta l’ambiente: chi si incontra, dove, con quali dinamiche e con quale frequenza. E lo fa dal territorio, facendone parte, non sopra di esso.

Non è partecipazione con un altro nome. La partecipazione classica cerca legittimità rappresentando tutti, e quasi mai ci riesce. Il design civico attiva intelligenza collettiva situata: un processo aperto, documentato e poroso, la cui legittimità viene da come se ne ha cura.

Quattro azioni, in quest’ordine. Un processo non comincia dal laboratorio.

  1. Situare

    Esplora il territorio, coinvolgi chi c’è già e definisci la sfida comune.

  2. Socializzare

    Diffondi, dialoga e connetti gli attori prima di chiamare chiunque a co-progettare.

  3. Co-progettare

    Catalizza, dispiega e sintetizza proposte che nessuno avrebbe fatto da solo.

  4. Implementare

    Testa, esegui e valuta. Senza questa azione, la partecipazione è teatro.

Tavoli di lavoro aperti con famiglie, bambini e laboratori in un capannone industriale
Uno spazio d’incontro: tavoli aperti a famiglie e laboratori a Linz, settembre 2025.
«Mi interessano perché spogliano il progettista della convinzione che la sua soluzione sia quella giusta…»
Nacho · Consulente, architetto e docente, Madrid
«Il design civico implica più che progettare lo spazio pubblico: include la comunità come parte del progetto, e non solo nel ruolo limitato di chi dà un’opinione.»
Valeria · Studentessa di architettura, La Serena, Cile
«La formazione di un territorio sociale mentre si costruisce un territorio fisico abitabile (non soltanto occupabile).»
Eduardo S. · Ricercatore, Málaga
«Ho lavorato a piani urbanistici per la mia città e tutto è finito in un cassetto: non siamo riusciti ad avviare un solo progetto di tutto quello che abbiamo pianificato.»
Luis Fernando C. · Urbanista, maker e docente, Quetzaltenango, Guatemala

Nel gennaio 2019 ho chiesto alla comunità del corso a cosa serve il design civico. Hanno risposto quasi novanta persone da più di quindici paesi. Le risposte erano in spagnolo e qui sono tradotte.

Copertina dell’edizione inglese di Civic Design. Collective Intelligence for Public and Social Innovation, di Domenico Di Siena

Il libro

Civic Design. Collective Intelligence for Public and Social Innovation.

Visione, mestiere e strumenti di campo per progettare infrastrutture democratiche. Finanziato con il crowdfunding, è nella fase finale di produzione e uscirà con Public Mesh. L’edizione in produzione è in lingua inglese.

«La democrazia non sta morendo: sta cambiando luogo.»
  • Il Collective Intelligence Canvas: dodici dimensioni per progettare un processo.
  • Le quattro azioni del Civic Design Toolbox e i loro dodici verbi.
  • Gli strumenti del Toolbox, pronti per il lavoro sul campo.
  • Dreamhamar, caso di studio approfondito.
  • Il NoManifesto e il Manifesto del Civic Designer.

Il corso online

Civic Design: concetti e pratiche per la partecipazione. Quasi quattordici ore di video per leggere il territorio e progettare la governance collaborativa.

Ibridazione fisico-digitale, glocalità, quartiere e identità locale; multiappartenenza, adhocrazia, estituzione e democrazia liquida. Poi il caso Dreamhamar e sei incontri con esperienze italiane. Alla fine di tutte le lezioni l’aula rilascia un certificato con un codice verificabile, e ci sono due lezioni aperte per provare.

13 h 53
di video, in 23 lezioni e 4 sezioni
149 €
IVA inclusa, pagamento unico e accesso a vita
2017
registrazioni delle lezioni; il caso di studio è del 2023
Pagina del corso Civic Design: concetti e pratiche per la partecipazione su Public Mesh, a 149 euro
«Il corso mi ha dato un quadro per dare un nome a quello che già facevo in modo intuitivo nei progetti di quartiere.»
María R. · architetta, Madrid
«La distinzione tra Spaces for Encounter ed eventi ha cambiato il mio modo di pianificare i processi.»
Pablo S. · mediatore culturale, Barcellona
«Non è teoria: il Collective Intelligence Canvas lo uso ormai in ogni progetto nuovo, dal primo giorno.»
Lucía M. · funzionaria comunale, Valencia
«Non ho finito il corso, ma fin dove sono arrivata (le lezioni teoriche) mi ha aperto molto la mente su fenomeni con cui lavoro e che vivo ma a cui non sapevo dare un nome. «Estituzione» la uso molto. Consiglio sempre il tuo corso.»
María Soledad D. · Santiago del Cile

Queste quattro voci vengono dall’edizione spagnola del corso: le prime tre sono recensioni su Udemy, la quarta una risposta al questionario del 2019.

Civic Design AI

Una metodologia sperimentale: il Toolbox trasformato in dieci strumenti che funzionano con l’IA che già usi.

Con ChatGPT, Claude o Gemini, l’IA smette di improvvisare: conduce con te una sessione di lavoro e restituisce un oggetto da portare in riunione. La decisione, il criterio e la responsabilità sul processo non si delegano.

“Not an AI to automate democracy, but an AI to strengthen collective intelligence.”
Scopri Civic Design AI ↗Quattro lingue · pagamento unico
Pagina iniziale di civicdesign.ai in italiano
  • Diagnosi: la maturità del processo, sul Canvas dell’Intelligenza Collettiva.
  • Attori: mappa prioritaria con la sequenza di attivazione.
  • Percorso: cronoprogramma per fasi secondo le quattro azioni.
  • Laboratori: schede di sessione complete.
  • Tempo: l’architettura temporale del processo.
  • Memoria: una relazione che cita sempre la fonte.
  • Traduzione: ponte fra cittadinanza e istituzione.
  • Prova: sala prove per una riunione difficile.
  • Pratica: quaderno di campo che ti restituisce i tuoi schemi.
  • Economia: bilancio con le voci che il settore dimentica.

CIVIBA, l’atlante

Un atlante di luoghi e pratiche civiche che curo personalmente: posti dove una comunità fa città o territorio attraverso la collaborazione.

Bagni pubblici di quartiere, fabbriche recuperate, botteghe di paese riaperte, mense comunitarie, laboratori civici. Ogni luogo dichiara chi lo promuove, il grado reale di partecipazione, se è ancora in piedi e se si può visitare, e ogni dato porta la sua fonte.

122
progetti
182
spazi
4
lingue
CC BY-SA
dati aperti, senza tracciatori
Pagina iniziale di civiba.com con 122 progetti, 182 spazi e i prossimi eventi
«Ci sono tante forme del comune quanti sono i posti dove le persone decidono di prendersi cura di qualcosa insieme.»

La newsletter

Note lente, in italiano, sulla progettazione di processi e l’intelligenza collettiva situata. E l’avviso quando esce il libro.

Niente rumore, niente scroll infinito. Si gestisce con un Listmonk proprio, su server nell’UE, e ti disiscrivi in un clic.

Titolare del trattamento: Domenico Di Siena. Finalità: inviarti la newsletter Civic Design e avvisarti dell’uscita del libro. Base giuridica: il tuo consenso. Gestione: Listmonk proprio, server nell’UE. Puoi disiscriverti in un clic da qualsiasi email ed esercitare i tuoi diritti scrivendo a hola@disenocivico.com. Tutti i dettagli nell’informativa privacy.

Domande frequenti

Dove si comprano il corso e il libro?

Direttamente su Public Mesh, la casa editrice dedicata ai contenuti su innovazione democratica, pratiche civiche e vita in comune. Il corso è già in vendita; il libro è in produzione e sarà in vendita lì. Il pagamento è gestito da Stripe.

La newsletter è in italiano?

Sì. La newsletter è l’unico materiale che scrivo direttamente in italiano: una o al massimo due email a settimana, note di pratica per chi facilita processi reali. Il corso ha un’edizione italiana; il libro in produzione e la rivista Public Mesh sono in inglese.

Perché il libro è in inglese?

Ho lasciato l’Italia molto giovane: il mio corpus teorico è cresciuto in spagnolo e in inglese, e l’edizione del libro in produzione è quella inglese. Sto costruendo progressivamente materiali anche in italiano: il corso ha già la sua edizione italiana, e questa newsletter è il primo tassello.

Quanto dura l’accesso al corso?

A vita e al tuo ritmo. Paghi una volta, senza abbonamenti: il corso resta nel tuo account Public Mesh e entri quando vuoi con la tua email.

In che formato è il corso?

Tredici ore e cinquantatré minuti di video on-demand, in 23 lezioni e incontri raggruppati in 4 sezioni: l’introduzione, le idee chiave, il caso di studio Dreamhamar e sei incontri con esperienze italiane.

È lo stesso corso dell’edizione spagnola o inglese?

No. Sono corsi diversi, non traduzioni. L’edizione italiana sono 13 h 53 in 23 lezioni e incontri, con il caso Dreamhamar e sei esperienze italiane, registrati nel 2017. L’edizione inglese sono 3 h 8 in 29 lezioni brevi, costruite come manuale di campo; quella spagnola, 13 h 35 in 17 elementi; quella francese, 8 h 53 registrate nel 2016. Condividono il metodo, non il materiale.

Serve esperienza pregressa in partecipazione o facilitazione?

No. Il corso è pensato per architetti, funzionari pubblici, designer, ricercatori e innovatori sociali che lavorano con le comunità, qualunque sia il punto di partenza.

Ricevo un certificato?

Sì. Quando hai seguito tutte le lezioni, l’aula ti rilascia un certificato di completamento in PDF, con un codice che chiunque può verificare online. Non è un titolo ufficiale: se per la formazione continua ti serve qualcosa di più, scrivi prima di comprare a hola@publicmesh.org.

E se non fa per me?

Guarda prima le due lezioni aperte del programma. Su Public Mesh, come per ogni contenuto digitale, il diritto di recesso si perde quando inizia l’accesso. Preferisco una vendita in meno a una persona insoddisfatta.